17 Ottobre 2018 I nostri articoli

BUONE NOTIZIE DALLA BAVIERA FELIX

Di Franco D’Alfonso

Le elezioni bavaresi dimostrano che il cammino politico dell’Europa può essere altro dal PP di Merkel e dal Pse ancora vedovo di Schroeder dei “ compiti a casa” senza passare dai sovranisti alla Le Pen- Salvini.

1) Nel momento decisivo, la Germania si conferma solida democrazia. Va bene essere conservatori e di destra ( e in Baviera lo sono da sempre), ma la deriva xenofoba al dunque si ferma al 10 per cento dell’Afd , molto meno dei sondaggi della vigilia e tre punti meno delle elezioni federali del 2017. La destra sovranista riesce solo ad assorbire interamente il voto attirato dal populismo pauperista “di sinistra”, incarnato in Germania dalla Linke che in Baviera, come sempre, si muove con numeri da prefisso telefonico .

2) La sconfitta della Csu di Seehofer era annunciata dal risultato dello scorso anno, esattamente uguale a quello di domenica, ma la scelta di inseguire gli xenofobi sul loro terreno non ha fatto recuperare ai Popolari nemmeno un voto.

3) Il tracollo della Spd conferma che la posizione di “junior partner” nella Grosse Koalition è una condanna annunciata per la sinistra socialdemocratica. La politica di sostenere in economia le posizioni di Merkel e sui migranti di scavalcarla “a destra”, sostenendo in pratica di “fare le stesse cose della Cdu, ma meglio”, come prevedibile non hanno arrestato il declino;

4) I vincitori incontestabili sono stati i Verdi della giovane leader Katharina Schultze, che hanno conquistato consensi in uscita dalla Spd e soprattutto dall’astensionismo grazie ad una proposta politica apertamente e chiaramente pragmatica, europeista, ma allo stesso tempo legatissima al proprio territorio : lo slogan “ Mi Heimat es tua Heimat” ad un tempo toglie alla destra il monopolio del patriottismo e conferma la scelta inclusiva in un Land dove tutti si ricordano bene che senza gli operai italiani, spagnoli e turchi la Volkswagen non sarebbe mai riuscita ad essere la più grande fabbrica di auto del mondo.

5) Una quota importante dei voti dei Verdi, almeno 4/5 punti percentuali, provengono da una componente cristiano-cattolica che rifiuta anche l’accenno di xenofobia antimigranti dei vertici Csu : sono gli eredi della tradizione di Bohnhofer e della Rosa Bianca, ma anche del vescovato e papato di Ratzinger, conservatori ma né razzisti né antimoderni.

6) L’altro flusso importante di voti in uscita dalla Csu è stato quello verso i Frei Waehler, liste civiche municipali che non si presentano mai alle elezioni nazionali e che attraverso le figure dei sindaci e degli amministratori locali hanno raccolto quasi il 12 per cento , arrivando in molti importanti Comuni oltre il 30 ed a volte il 40 per cento.

7) L’area metropolitana di Monaco ha confermato una maggioranza di centrosinistra come sempre succede dall’inizio della Bundesrepublik , questa volta con i Verdi davanti all’Spd, Anche nella ricca Baviera il rapporto contado- città resta politicamente divaricato.

8) I temi più rilevanti per la scelta del voto sono stati 1) Istruzione 52% 2) Costo delle abitazioni 51%3) Ambiente e cambiamento climatico 49%4) Rifugiati e richiedenti asilo 33%

In questi dati si può leggere l’errore dei partiti tradizionali di inseguire AfD sul suo terreno e non dedicare invece sufficiente attenzione ai temi della qualità della vita, soprattutto nella Regione più sviluppata d’Europa .

Non è mai bene estrapolare trend come verità assolute, ma qualche conferma alle ipotesi che timidamente ma decisamente qui a Milano stiamo sviluppando le possiamo trovare:

a) La risposta alla sfida sovranista di Salvini e populista dei 5stelle non viene dall’inseguire le loro parole d’ordine, ma da una proposta europeista e federalista chiara e pragmatica

b) Difendere la Ue degli Stati nazione e dei partiti della Grande Coalizione Popolari-Pse ( in Germania Cdu/ Spd , in Italia Pd/ Forza Italia) è politicamente utile come accodarsi ad un corteo funebre parlando bene del caro estinto

c) La valutazione delle priorità per i cittadini nei diversi territori è determinante per orientare le celte politiche in maniera pragmatica : se in Baviera e nel Nord Italia il tema è sviluppo ed ambiente, nel Sud e nella ex Ddr il problema è la tenuta sociale di un territorio depauperato da ricostruire. Non esiste una risposta unica per le diverse situazioni.

d) Anche la politica ed i partiti devono riarticolarsi nei territori omogeni e federarsi su un livello europeo. Le mediazioni nazionali sono in questo momento nella migliore delle ipotesi inutili, nella peggiore dannose.

Su questo e altro ci si deve confrontare. Noi continueremo a farlo, anche a Verbania il 27 ottobre nell’incontro “Passaggio a Nord Ovest”.

Redazione Ge9si

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