16 Ottobre 2018 I nostri articoli, Senza categoria

Guardando al futuro..

Di Rinaldo Luccardini – Architetto

 

Se guardiamo al futuro al posto del ponte Morandi servirà un canale infrastrutturale, cioè un potente sistema di comunicazione. Se si vuole riaprire le sorti di vaste aree urbane riqualificandole, come quelle di Campi e del Campasso, occorre pensare in grande. Il ponte Morandi era un bellissimo monumento dall’aria leggera e semplice. Purtroppo però questo era anche il suo principale difetto. Se guardiamo al passato rischiamo di fare un altro monumento che ci riempie di orgoglio per la sua forma, ma sprechiamo l’occasione per fare qualcosa di veramente grandioso.

Primariamente bisogna ricostruire il piano autostradale e per farlo bisogna innalzare pilastri per avere sei corsie a quaranta metri di altezza.

Negli spazi sottostanti a questi pilastri, che occorre comunque realizzare, ci sono quaranta metri di spazio; tra la sagoma massima della ferrovia e il piano autostradale potrebbero perciò, in seguito, trovare sostegno sugli stessi pilastri anche altre vie di comunicazione che sono necessarie in quel punto della città.Fra dieci o quindici anni, quando il ponte autostradale sarà ormai da tempo in servizio, potrebbe risultare utile allo sviluppo ed alla trasformazione dell’area sottostante un altro ponte stradale, sorretto dagli stessi pilastri che oggi bisogna fare per sostenere l’impalcato autostradale; il ponte serve per gli scambi locali fra le nuove attività situabili lungo le sponde del fiume. Bisogna infatti considerare che fra i ponti di via Renata Bianchi e di via al Ponte Polcevera ci sono 4,5 km senza alcun ponte veicolare (vedi: DistanzaPonti2).

Potrebbe inoltre essere intelligente pensare di usare gli stessi pilastri di acciaio per sorreggere un ramo della metropolitana che da Dinegro punta in Valpolcevera. Cosa pensate di una stazione al Campasso, una in corso Perrone, una agli Erzelli e poi in via Borzoli e piazza Tazzoli?

Dunque facciamo rapidamente questo ponte, ma pensiamo al futuro. E in futuro potranno essere gli stessi imprenditori interessati a trasformare il quartiere che realizzeranno a proprie spese le opere del canale infrastrutturale, purché gli si dia i pilastri adeguati a cui agganciarsi.

Al piano basso del ponte, insieme alla strada locale ed alla metropolitana, c’é posto anche per una pista ciclabile fra Coronata e il Garbo.

Redazione Ge9si

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