IL MIO PROGRAMMA

GENOVA BELLA!

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1. Una visione strategica per il futuro della città

Cinque anni sono un orizzonte temporale corto per cambiare in modo sostanziale la città; ma è un periodo sufficiente per capire dove si vuole andare e cosa occorre fare per raggiungere l’obiettivo.

Per farlo è però indispensabile avere un’idea chiara della città che vogliamo: quale il suo profilo industriale, economico, sociale e culturale, quali le priorità e quali gli strumenti da utilizzare.

Questo significa avere una visione strategica.

Ho delle idee ma ritengo fondamentale costruire questo percorso insieme a tutta la nostra comunità: il mondo dell’impresa, l’associazionismo, le parti sociali, i singoli cittadini. Per farlo intendo organizzare una conferenza strategica entro la fine del 2017 in cui definire idee, progetti e opere da realizzare nel corso del mio mandato.

Un percorso che dovrà essere condiviso con la città in modo costruttivo ed efficace, e sottoposto al giudizio di cittadini e imprese attraverso una verifica dei risultati a metà mandato.

2. Il decoro al centro dell’attività dell’amministrazione

La qualità della vita si misura anche nella pulizia di strade, giardini, facciate e aree pubbliche in generale.

L’abbandono crea degrado, aumenta il senso di insicurezza, genera disagio diffuso.

Per questo uno dei principali obiettivi del mio mandato è quello di riportare il decoro al centro dell’attività amministrativa per una città innanzitutto bella.

Ho in mente un poderoso piano di manutenzioni che coinvolga tutta la città e che parta dalla riorganizzazione dei compiti di Amiu e Aster.

Un piano che preveda, tra l’altro, la sostituzione di cartelli stradali e reti elettriche obsolete, che deturpano il panorama cittadino, con una segnaletica “mini” più efficace e meno invasiva, e una dura e insistente campagna contro l’imbrattamento delle facciate, con la partecipazione attiva dei cittadini e il posizionamento di telecamere su edifici storici e spazi pubblici.

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3. La città antica che genera risorse

Il centro storico è il cuore della città e al tempo stesso l’immagine evidente di tutte le sue contraddizioni: turismo, arte e cultura convivono con degrado, illegalità e abbandono.

Una situazione che dobbiamo risolvere per far sì che la città antica torni a generare risorse.

In particolare intendo puntare su diverse tipologie di intervento, tra cui:

  • Un piano straordinario di interventi – piccole demolizioni (laddove eventualmente indispensabile) e bonifiche – che interessino la parte di Centro Storico compresa tra la Commenda di Pré e San Lorenzo, tra via Cairoli e Piazza Caricamento.
  • Un progetto sperimentale di rivitalizzazione della zona del ghetto fondato sulla solidarietà generazionale, con canoni di affitto agevolati per gli studenti che scelgano di aiutare, in un rapporto di vicinanza attiva, anziani soli.
  • Una serie di iniziative dedicate al rafforzamento dell’immagine dei Palazzi dei Rolli – segno distintivo dell’offerta turistico-culturale della città – per trasformarli in un vero e proprio simbolo della città esportabile in tutto il mondo.
  • Un aiuto concreto alle attività commerciali tradizionali e alle botteghe storiche, realtà economiche e sociali che non possono essere abbandonate.

GENOVA CHE FUNZIONA, SICURA E VIVIBILE!

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4. Cittadinanza attiva e volontariato per una città più bella, più giusta e solidale

Chi abita la città e i quartieri è il nostro migliore alleato nella risoluzione dei problemi, grandi o piccoli che siano.

Occorre agire su due fronti: tradizione e innovazione.

Voglio riportare l’azione dell’amministrazione comunale vicina ai cittadini, promuovendo iniziative di partecipazione attiva e volontariato che riguardino innanzitutto la lotta alla povertà e all’emarginazione nei quartieri dove il bisogno e più forte; un sistema di welfare diffuso, che abbia la sua base nei Municipi e che sappia “bussare alla porta di chi ha bisogno”.

Desidero puntare sull’alleanza tra residenti e operatori economici a livello di quartiere per progetti di riqualificazione urbana e incremento del valore degli spazi e degli immobili, sulla base delle migliori pratiche già realizzate in alcune città del mondo (per esempio i “Business improvement district” di molte città americane).

Il mio programma prevede altresì progetti di coinvolgimento in attività di diffusa manutenzione di migranti e rifugiati che, in cambio dell’ospitalità garantita dallo Stat,o siano riconoscenti alla città che gli ospita, offrendo, senza oneri per il Comune, il loro supporto per opere di pubblica utilità.

Altre iniziative di partecipazione dei cittadini riguarderanno poi la manutenzione del verde pubblico e la valorizzazione della cultura locale.

5. Più poteri ai Municipi per una città che funziona

Il Municipio è la parte dell’amministrazione comunale più vicina ai bisogni dei cittadini.

I presidenti e i consiglieri dei Municipi conoscono e vivono ogni giorno le situazioni di difficoltà nei quartieri, e, spesso, hanno le idee giuste per affrontarle.

Per questo occorre dare ai Municipi poteri certi e risorse adeguate attraverso una revisione sostanziale di funzioni e bilanci, riportando allo stesso tempo nei Municipi il valore della prestazione volontaria dei cittadini.

Devono essere i Municipi ad avere competenze e mezzi per occuparsi della manutenzione di marciapiedi, aiuole e verde pubblico e del rilancio culturale dei singoli quartieri della città.

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6. Sicurezza e vivibilità per tutti i cittadini

Il tema della sicurezza è oggi tra i più sentiti dai cittadini genovesi.

In alcuni quartieri – come Sampierdarena, Centro Storico e Val Polcevera– è oggi una priorità.

Vivere sereni e sentirsi protetti è un diritto di tutti, senza distinzioni tra quartieri e cittadini. Per questo intendo promuovere progetti mirati a rispondere a questa istanza che, partendo dalle zone più compromesse, coinvolga l’intera città.

L’introduzione del vigile di quartiere, sul modello di alcune città del nord Europa, a fianco delle altre forze di presidio del territorio, costituisce un impegno da portare avanti con il rafforzamento e un nuovo dignitoso ruolo della Polizia Municipale.

Credo inoltre che l’abbandono e il degrado rafforzino la percezione di insicurezza e impediscano alle persone più deboli (bambini e anziani) di godere appieno delle opportunità del loro quartiere. Per questo mi impegno a garantire in ogni quartiere un parco pulito e accessibile – anche attraverso la trasformazione di spazi incolti – percorsi salute adatti a tutti e, in generale, una manutenzione efficiente delle aree pubbliche.

Il mio impegno è anche nel portare avanti i progetti per la messa in sicurezza del territorio esposto a frane e alluvioni e nel difendere il suolo da nuove aggressioni.

Un piano capillare per una città senza confini e senza paure.

GENOVA CHE GUARDA AL FUTURO!

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7. Economia del mare, hi-tech e turismo per uscire dalla crisi

Genova è una città dalle grandi potenzialità.

L’economia del mare - il porto e tutte le professionalità collegate -, l’hi-tech e il turismo possono rappresentare un volano in grado di portare la città fuori dalla crisi e offrire un futuro ai tanti giovani oggi in cerca di un lavoro.

Sono gli elementi su cui puntare per fare di Genova una moderna città che lavora, fa ricerca, produce e compete con le altre grandi città europee.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario innanzitutto completare tutte le opere già programmate per rendere il territorio adatto alla specificità delle imprese e soprattutto rompere l’isolamento della città.

Altrettanto indispensabile è il nuovo assetto ferroviario a Ponente con la connessione diretta all’aeroporto – che deve diventare un polo low cost per Spagna, Mediterraneo, Africa, Nord ed Est Europa e per tutto il polo crocieristico – e al polo tecnologico degli Erzelli.

Inoltre basta ritardi e false promesse per il rafforzamento e l’ampliamento della banda larga e del wi-fi in tutta la città.

8. Il privilegio del paesaggio e la mobilità sostenibile per fare di Genova una città a zero emissioni

Il privilegio del paesaggio è un beneficio che va assicurato a tutti. Esso passa dalla difesa del territorio all’implementazione del verde. Dobbiamo avere il coraggio di ripensare le nostre alberature, scegliere quelle più appropriate al nostro clima e alle nostre strade, piantare alberi laddove possibile.

Il modello di mobilità, pubblica e privata, che caratterizza la città va drasticamente ripensato: è ancora inefficiente, inquinante e costoso.

Vogliamo investire in un piano per la mobilità sostenibile per trasformare Genova in una città green.

Partendo dalla sostituzione dei vecchi bus con mezzi puliti ed efficienti; scegliere il tram come mezzo di trasporto ideale, ora per la Val Bisagno ma in futuro per spazi più ampi del territorio. In particolare, il tram rappresenta per la Val Bisagno la soluzione più efficiente in termini trasportistici ma anche la più efficace per la riabilitazione urbanistica di quella parte del territorio cittadino.

La svolta verde deve coinvolgere anche il trasporto privato; per questo intendo realizzare piani annuali di incentivazione della mobilità elettrica e la realizzazione di una rete diffusa di punti ricarica in tutti i quartieri della città.

Il tema della sostenibilità copre poi una pluralità di comportamenti che ognuno di noi compie ogni giorno, tra cui la corretta raccolta differenziata dei rifiuti, la preferenza verso il trasporto pubblico, ecc.; servizi a cui si potrà accedere attraverso una carta elettronica della sostenibilità ambientale. Per incentivare questi comportamenti e premiare i cittadini virtuosi penso poi all’introduzione di una “carbon card” a punti che preveda sconti commisurati al livello di sostenibilità raggiunto.

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9. Eventi e iniziative speciali per una città colta che compete e attrae

Genova è ricca di eccellenze in campo economico, della ricerca, culturale, paesaggistico. Penso all’Istituto Italiano di Tecnologia, all’Ospedale Gaslini, all’Acquario di Genova, al sistema dei Forti, ai Palazzi dei Rolli, alla Città dei Bambini e dei Ragazzi, al Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone, ecc.

Ma anche ai molti studi di progettazione e consulenza in ambito portuale, legale e fiscale.

Tutte queste realtà vanno sostenute e valorizzate per offrire di nuovo l’immagine di una città colta, che compete e attrae.

Per questo propongo una serie di eventi in grado di rilanciare e amplificare questa immagine moderna della città. Tra questi, per esempio, l’utilizzo della Sopraelevata come grande parco lineare urbano a seguito della costruzione del tunnel sub portuale, un Festival permanente dell’Economia del Mare, un Gran Premio di Formula E (la Formula 1 di auto elettriche) con la creazione di un circuito cittadino, un Festival annuale dei cantautori con la creazione di bistrot musicali permanenti nelle zone ex portuali.