11 febbraio 2018 I nostri articoli

Intervista ad Alessandro Chelo, Candidato nel collegio plurinominale della Camera Liguria2

Dopo l’esperienza delle elezioni amministrative nelle quali ti sei candidato con la lista Ge9si, oggi ti candidi alle politiche con +Europa con Emma Bonino. C’è una continuità o le consideri esperienze completamente diverse?
C’è una continuità, eccome se c’è. Essa deriva da un comune atteggiamento che riscontro nelle due proposte, sulla di Ge9si e quella di è+Europa: l’orientamento a indicare soluzioni e non nemici. Anche in questo caso, scelgo l’impegno in prima persona perché non mi è mai piaciuto “fischiare dalla tribuna”. Le ragioni per fischiare ci sono, intendiamoci, ci sono eccome, ma fischiare non migliora la qualità della politica.
E cosa bisogna fare secondo te per migliorare la qualità della politica?
Innanzitutto occorre superare la cultura politica del contro. Si tratta di un ribellismo adolescenziale che scarica su nemici più o meno immaginari ogni responsabilità delle proprie frustrazioni individuali. Si tratta di un atteggiamento culturale fondato sulla ribellione contro il potere di un nemico sfumato (emblematica l’espressione “poteri forti”), dove la negazione prevale sull’affermazione, il no sul si, l’attribuzione di colpe sull’assunzione di responsabilità. Occorre affermare la cultura politica del per. Inoltre occorre riaffermare il valore della politica come mediazione ed élite, superando la retorica di quella falsa idea di democrazia diretta che in realtà è ricorso alla piazza. Inoltre è necessario affermare con forza come il politico davvero disonesto sia quello privo di competenze e visione, quello che dice di rappresentare i cittadini e poi prende la multa se non ubbidisce al capo. Infine, da europeista convinto, ritengo che occorra procedere nella costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Si tratta di ragioni e proposte che ritrovo nella visione e nel programma di +Europa.
Ci risulta che tu non sia l’unico esponente di Ge9si candidato nelle liste di +Europa.
In effetti è proprio così. Io sono candidato nel collegio plurinominale della Camera Liguria2, quello del levante, mentre Paolo Scavino e Pietro Misurale, anch’essi a suo tempo candidati per Ge9si, sono rispettivamente candidati nel collegio plurinominale della Camera Liguria 1 e al Senato. E’ una bella soddisfazione.
+Europa fa parte della coalizione di Centro-sinistra. Si tratta di una precisa scelta di campo?
La prima ragione di questa scelta si chiama “legge elettorale”. Si tratta di una legge elettorale che presuppone la corsa in coalizione, pena disperdere quel trenta per cento di voti che eleggono su base maggioritaria. Da questo punto di vista, il senso dell’adesione alla coalizione di centro-sinistra va ricercato nell’apparentamento per l’elezione dei candidati dei collegi uninominali: con questa coalizione abbiamo la ragionevole certezza di non concorrere all’elezione di candidati apertamente anti europeisti o addirittura razzisti.
Addirittura razzisti? Non è una parola un po’ forte?
Per niente. L’ondata fascistoide iniziata a suo tempo col vaffanculo grillino e alimentata dall’atteggiamento politico della Lega di Salvini, ha portato a una situazione in cui parlare di “difesa della razza bianca” e di “ricacciare gli africani a casa loro” sembra normale. Non lo è. E’ pur vero che, essendo io di famiglia mezza keniana, quindi orgogliosamente africana, sento maggiormente il tema sulla mia pelle. Pelle bianca per caso.

Redazione Ge9si

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