11 febbraio 2018 I nostri articoli

Intervista a Elisa Gambardella, candidata per la lista Insieme nel collegio Liguria 2

“Pavia partono treni merce che fanno viaggiare il commercio con la Cina a velocità doppia rispetto alle navi che partono dalla Liguria. Milano è in volata, con un tasso di disoccupazione talmente basso da farci scordare la condizione italiana. L’IIT genera costantemente innovazione, in uno dei settori che contribuirà a rivoluzionare il modello di produzione attuale.

Sto parlando di realtà vicine, vicinissime alla Liguria e a Genova. Ma della cui ricaduta la nostra città, che dovrebbe essere tra i maggiori beneficiari, non riesce a godere appieno. Mi candido per questo. Mi candido perché, a 26 anni, di cui gli ultimi 10 arricchiti dall’attivismo politico, mi rifiuto di accettare inerme che il mio Paese volti le spalle alla mia generazione. E che lo faccia per inerzia.

 

Non solo. Mi candido perché, avendo lavorato a fianco al Ministro Giovannini, continuando poi a lavorare per oltre 3 anni presso la Segreteria tecnica del Ministro del Lavoro, ho conosciuto a fondo le cancrene che bloccano l’occupazione giovanile. Abbiamo introdotto le politiche attive del lavoro, innescando un cambiamento culturale cruciale per il mercato del lavoro italiano. Un cambiamento che resterà. È stato varato il piano Industria 4.0, con il quale l’Italia ha finalmente scelto di abbracciare lo sviluppo e investire, anziché stare ferma ad aspettare che lo sviluppo avvenisse senza di noi. Ma questo non basta per dirci pronti a governare il cambiamento e determinare il futuro del paese con una visione chiara dei suoi driver di sviluppo.

È necessario operare interventi più profondi e avere una visione più ampia, per permettere alla digitalizzazione di migliorare il nostro sistema di welfare, grazie a un’alleanza virtuosa tra pubblico, privato e terzo settore e quindi al contempo, la liberazione di oneri per la finanza pubblica, quali il costo crescente della sanità pubblica; e di posti di lavoro, pronti per essere creati grazie allo sviluppo delle infrastrutture, tra cui il 5G, che possono portare l’Italia a essere un paese più agile e in cui si vive meglio. Una visione che pone la persona al centro: gli investimenti nella formazione e nella ricerca devono raggiungere i livelli francesi e tedeschi. Non c’è sviluppo se non sono tutti ad avere pari opportunità di godere della sua ricaduta sociale. Dunque formazione lungo tutto l’arco della vita, ma anche più attenzione alle competenze digitali che possono essere acquisite a scuola. E all’università: l’Italia resta uno dei paesi OCSE con il più basso tasso di laureati nella fascia d’età 25-34enni. Le ragioni sono molteplici. Ne menziono una semplice, che porta la mia generazione, inclusa la sottoscritta, a cercare fortuna all’estero. La ragione è che, a fronte di un’offerta di competenze, non si riscontra una domanda del lavoro altrettanto qualificata o disponibile a pagare quelle competenze al livello dei paesi fratelli europei.

 

Ho costruito competenze politiche grazie a 10 anni di attivismo appassionato, a livello italiano ed europeo. Da quando ho 17 anni, mi impegno per contrastare le sempre più lampanti ingiustizie sociali che ci circondano. E studio e promuovo proposte capaci di fare dell’Italia e dell’Unione europea luoghi più felici in cui vivere e perseguire la propria realizzazione personale. Luoghi in cui avere 26 anni non sia ragione di frustrazione e angoscia. Ma di speranza e fiducia nel futuro che ci (a)spetta.

 

Mi candido e chiedo il tuo sostegno per portare la voce della mia generazione in Parlamento e promuovere una visione coraggiosa del nostro Paese, per essere in grado di governare il cambiamento, senza subirlo. Per il benessere di tutti. ”

Redazione Ge9si

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