10 maggio 2018 I nostri articoli

Sui quartieri E.R.P. – Stefano Salvetti

Nel 1962 veniva emanata la Legge 167, che prevedeva l’obbligo per i Comuni con più di 50 mila abitanti di formare un piano delle zone destinate a costruire alloggi economici e popolari.

Anche per Genova inizia sulla scorta del Prg (Piano Regolatore Generale) del 59 una fase costruttiva, per una nuova capacità insediativa di abitanti.

Lo si nota in assenza di un disegno urbano, si procede a macchia di leopardo e per quanto concerne gli insediamenti privati sottende una logica di rendita finanziaria e speculazione edilizia.

Questo avviene in buona parte sui versanti collinari, prevedendo insediamenti che si sviluppano lungo strade di arroccamento con andamento casuale.

Su questi versanti verranno radicati gli interventi di edilizia popolare, finanziati con il secondo settennio INA-CASA, legge 60/1963, nelle aree di Forte Quezzi, Cep, Pra.

Con la Legge 865/71, varata a seguito delle rivendicazioni sindacali per il diritto alla casa si dà corso ad una espansione dell’edilizia popolare, che dovendo fare i conti con i costi di realizzazione e tempistica produrrà un’edilizia scadente, con interventi a Begato, Pegli e infine Quarto alta.

Questo procedere solo allo scopo di soddisfare una prorompente domanda abitativa, sulla spinta dell’onda migratoria della manodopera operaia verso la grande impresa, ha determinato guasti e carenze di cui oggi sui pagano le conseguenze. Alla carenza dei servizi base,di cui solo in parte nel tempo sono stati dotati alcuni quartieri,si somma oggi la fatiscenza edilizia,impiantistica e la vivibilità intesa come carenza di una tela sociale.

La rinascita dei ‘’ quartieri periferia’’ deve porre al centro i loro abitanti, come protagonisti diretti di ogni azione e decisione progettuale.

Loro sono i migliori esperti dei propri bisogno, nel senso di collaborare alla costruzione di una nuova urbanità.

Lo strumento di riqualificazione urbana che maggiormente ha introiettato i principi della sostenibilità ambientale e sociale è il ‘’contratto di quartiere’’rispondendo alle richieste della realtà sindacale degli inquilini.

La loro riproposizione rivolta ai quartieri Erp associa interventi sulle infrastrutture, servizi alla persona, nei settori dell’occupazione (inserire aree franche per piccoli insediamenti produttivi), della formazione professionale, del recupero e dell’abbandono scolastico, assistenza ai giovani emarginati, agli anziani , all’ integrazione dei nuovi immigrati.

Per far ciò occorre un forte investimento sull’ Erp e su queste periferie, assunta dalle istituzioni come stimolo verso sperimentazione,ricerca e innovazione.

Capovolgendo il luogo comune che considera le periferie ‘’un problema’’,per trasformarle in risorse, in quanto luoghi dove poter esprimere una rinnovata qualità dell’abitare.

Ripensare al fabbisogno significa misurarsi ormai con la modificazione del quadro sociale e demografico degli ultimi 10 anni.

La riduzione del numero dei componenti per nucleo famiglia comporta il ridefinire l’organizzazione tipologica degli alloggi.

L’emblema del passato che incombe è la ‘’diga di Begato’’ con i suoi 500 appartamenti, un Molok costruito per durare solo il tempo necessario a dare quella risposta alloggiativa frettolosa.

La sua demolizione è necessaria, a condizione di un progetto pienamente compiuto che ne individui tutte le risorse e dislochi sul territorio quanto ne verrebbe sottratto.

Altrimenti siamo in presenza solo di enunciazioni,che colpiscono nell’immaginario ma che in realtà non producono gli effetti sperati. Questa ricollocazione non deve interferire con chi da anni attende nelle graduatorie per l’assegnazione di una casa pubblica. Così come non si deve ridurre la soluzione della fatiscenza dell’edilizia pubblica alla Diga di Begato.

Come sindacati degli inquilini abbiamo sottoscritto a livello nazionale un protocollo con Federcasa ( consorzio delle aziende che gestiscono il patrimonio Erp) per rimettere al centro l’edilizia pubblica per la sua riqualificazione e risposta ai nuovi fabbisogni e che si concretizzerà nella conferenza programmatica che vedrà la partecipazione di Anci, Governo, sindacati e Conferenza regioni e parte integrante di questa conferenza saranno gli indirizzi e le proposte avanzate dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle periferie.

Stefano Salvetti

Segretario Generale Sicet Liguria

Redazione Ge9si

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