16 Ottobre 2018 I nostri articoli

TESTIMONIANZE DEGLI OPERATORI DELLA ZONA ROSSA PER UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO del COMMERCIO IN CITTA

di Paola Pozzo – Manager, esperta di commercio

Quando ieri Arcangelo mi ha telefonato chiedendomi se volevo scrivere qualcosa in merito alle problematiche che il crollo del Ponte Morandi stanno generando sul tessuto commerciale cittadino ho pensato che prima di tutto dovevo  andare personalmente in zona per comprendere cosa sta accadendo, ma non solo.

Quando il ponte è crollato non ero a Genova e quando sono tornata no sono andata in zona rossa perché ho sempre  pensato che chi va sui luoghi delle tragedie lo fa con una curiosità morbosa.

Questa mattina, dopo aver parcheggiato la macchina sopra Via Bercilli,  ho imboccato a piedi il tratto di Via Fillak intercluso alle auto  ma percorribile a piedi fino al point allestito dagli sfollati che tutti abbiamo visto in televisione dal 15 agosto .

Sono le 11 del 3ottobre 2018  e non ci sono che quattro o cinque persone presenti ,che chiaccherano tra di loro. Mi avvicino in silenzio e in una pausa  mi presento e chiedo a che punto è l’assegnazione degli alloggi : mi confermano che ormai praticamente tutti hanno una soluzione abitativa alternativa  .

Ora attendono di poter rientrare a recuperare le loro cose ,sperano che gli esiti del monitoraggio che inizierà a brevissimo, una volta concluso proprio questa mattina   il posizionamento dei sensori, dia esito positivo e consenta gli accessi.

Il più giovane dei presenti, un ragazzo di circa quarant’anni , senza che io glielo chieda, inizia a raccontarmi come ha vissuto il crollo : parla  oltre mezz’ora e io capisco  che non sono venuta qui per  raccogliere informazioni ma perché queste tragedie debbono essere fatte proprie anche da chi ha la fortuna di non essere coinvolto direttamente,  condividendo anche solo con l’ascolto il dramma e la destabilizzazione  che causano.

Ripercorro Via Fillak in direzione Certosa , molte saracinesche dei locali commerciali sono chiuse ma la sensazione è che lo siano da molto tempo .

C’è un gommista aperto , i locali molto belli e ben tenuti, il proprietario sta parlando con uno sfollato che ho conosciuto poco  prima al point. Mi presento e gli chiedo se ha voglia di raccontarmi gli effetti del crollo  sulla sua attività e le sue aspettative .

Ha questa attività da vent’anni , vive a San Martino, dall’altra parte della città e il 14 agosto era aperto e aveva con sé anche il figlio , perché il centro estivo era chiuso e sua moglie lavora in ospedale.

Esattamente con le stesse parole del ragazzo sfollato mi descrive il crollo : un immenso boato , la terra che trema , poi qualche istante di silenzio . Si affaccia , diluvia e dal suo locale la vista del ponte esclude il tratto crollato e quindi gli sembra tutto a posto sino a quando pochi minuti dopo inzia a sentire le sirene di ambulanze e vigili del fuoco.

Mi conferma che molte delle saracinesche che ho visto chiuse  lo sono da molto prima del crollo, ma  vedo  anche negozi ,officine e centri servizi aperti

Il primo mese anche per lui una flessione del 60% , ora le cose vanno meglio e lo scarto si è ridotto al 35% : mi spiega che tra circa un mese quando l’attività entrerà nella fase più performante dell’anno potrà valutare gli effetti reali . E’ fiducioso che i suoi clienti  non lo abbandonino, almeno in parte, anche perché non sta considerando un eventuale trasferimento, che per un attività commerciale comporta l’azzeramento dell’avviamento commerciale faticosamente realizzato con il radicamento della clientela del territorio. Mi racconta che alcuni operatori della zona che conosce ,e cita  un grossista di materiali edili e un pasticcere , stanno valutando la chiusura definitiva anche in considerazione dell’età decisamente  più avanzata della sua  .

Gli domando che cosa  ritiene sarebbe necessario per la sua attività  e mi risponde che vorrebbe la realizzazione da parte dell’Amministrazione di un piano strategico di incentivazione al ricollocamento sul territorio di attività commerciali e artigianali che  consenta di tenere vive queste zone  e  attirare clientela.

Sono le 13 del 3 ottobre 2018 e sono in un bar in Via Jori vicino all’innesto con Via Fillak a 50 metri dalla zona rossa.

La ragazza bionda dietro il banco, con accento e tratti dell’Est, mentre prepara i toast per i tre avventori nel locale, mi porge un foglio chiedendomi che cosa ne penso e il telefonino per farmi leggere la mail con cui le è stato inviato.

Mi racconta che ha acquistato il bar perché le assistenti sociali non le portassero via la figlia , che l’anno scorso ha presentato un cud di 89.000 euro, ma che ieri ,pur avendo aperto alle 5.30 del mattino, l’incasso dell’intera giornata, che mi mostra, è stato di 140 euro.

Mi dice che anche lei, come tutti in zona, ha presentato il modello AE per la denuncia dei danni subiti al centro attivato immediatamente dopo la sciagura da Regione Liguria e Camera di Commercio sulla base del quale società Autostrade si è impegnata ad una prima rifusione del lucro cessante ( calcolato per differenza tra il fatturato conseguito quest’ anno dopo la caduta del ponte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per tre mesi)  , non subordinata ad alcuna rinuncia o limitazione di ulteriori azioni risarcitorie.

Il foglio che mi ha porto da leggere annuncia che Regione Liguria e Filse hanno attivato un Fondo di garanzia, le imprese di micro, piccola e media dimensione che hanno presentato il modello AE volto  a finanziare il circolante delle imprese in difficoltà a seguito del crollo del Ponte Morandi. I finanziamenti bancari che fruiscono della garanzia del Fondo hanno durata di pre-ammortamento tra 12 e 18 mesi oltre ad un periodo di ammortamento compreso tra 24 e 72 mesi. L’importo del finanziamento deve essere compreso tra €10.000 ed € 180.000.

Le suggerisco di partecipare all’incontro in  cui Filse e Regione illustreranno i termini dell’iniziativa e mi risponde che non può permettersi di chiudere il bar, ma ha telefonato e le hanno detto di rivolgersi direttamente a una delle banche convenzionate .

Il calo di fatturato nell’ordine del 60% di questo mese e mezzo a fronte degli impegni per l’acquisto del locale e la sua gestione non le lasciano margini e se le cose non cambieranno teme fortemente di non poter proseguire l’attività.

Qualche minuto prima di entrare a bere un caffè mi sono fermata da un fruttivendolo accanto, per comprare della splendida frutta offerta a prezzi tanto bassi da imbarazzarmi : marocchino sposato con tre figli gestisce il negozio da 11 anni .

Mi racconta che l’attività rendeva bene ma che dopo il crollo anche per lui la flessione di fatturato è dell’ordine del 60% e se le cose non cambieranno sarà costretto a spostarsi.

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Il Comune di Genova ha varato un Protocollo d’Intesa con il relativo al reperimento urgente di aree e immobili in favore delle imprese interessate dal crollo del Ponte Morandi da sottoscrivere con gli operatori immobiliari.Sono circa 1.432, di cui 95 con più di 50 dipendenti – secondo la mappatura compiuta congiuntamente da Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio – le aziende che hanno subito danni, sia diretti che indiretti, in seguito al tragico evento dello scorso 14 agosto: 30 di queste aziende risultano ubicate nella “zona rossa” ; gli operatori immobiliari che aderiranno  si occuperanno  di individuare le aree e gli immobili ad uso terziario, industriale e commerciale liberi da destinare all’insediamento di aziende e imprese commerciali e artigianali che ne faranno richiesta.

 

Purtroppo il Comune di Genova – sembrava fino a un attimo prima del crollo  ripercorrere esattamente gli errori delle due precedenti Amministrazioni  come si rileva dal comunicato sul sito del Comune  : “in particolare l’assessorato al Turismo e Commercio guidato da Paola Bordilli – è in prima linea nella diffusione e promozione turistica. Oltre a facilitare l’avvio di attività produttive nel centro storico. Per un anno, per esempio, i locali di proprietà comunale verranno concessi in affitto a costo zero [ndr :OTTIMA AZIONE PER ALTERARE LA CORRETTA CONCORRENZA PER GLI OPERATORI CHE NELLE STESSE ZONE PAGANO AFFITTI SALATISSIMI AI PRIVATI ] . I nuovi interventi economici a sostegno delle start up [ ndr:LE START UP LE INSERIAMO SEMPRE PERCHE SONO DI MODA ] e del commercio, decisi dalla sezione Imprese del Comitato di indirizzo tecnico del Fondo strategico regionale, aiuteranno la crescita e lo sviluppo dell’intero sistema. Gli interventi, da attuare entro il prossimo autunno, saranno erogati tramite bandi e attraverso la società regionale Ligurcapital che avrà un affidamento di cinque milioni di euro da destinare alla partecipazione nel capitale delle società da sostenere. Di questi, 1,5 milioni di euro saranno investiti per start up innovative mentre tre milioni saranno destinati a finanziamenti agevolati nel settore del piccolo commercio erogati attraverso bandi indirizzati su aree specifiche di pregio al fine di riqualificare l’offerta commerciale e turistica integrata del territorio. Per la riqualificazione dei mercati coperti[ ndr: E ‘DAL 2000 CHE RIQUALIFICHIAMO CON SCARSO COSTRUTTO I MERCATI COPERTI] , identificati come punti di eccellenza del commercio di prossimità, è previsto un fondo di garanzia di 1,5 milioni di euro. «Esprimo massimo apprezzamento per questa decisione che punta alla valorizzazione e al sostegno al commercio – dichiara l’assessore comunale –. Per i mercati coperti di Genova ci sono moltissimi progetti fermi da anni, la garanzia del credito da parte di Regione Liguria vuole essere il simbolo della fiducia che, anche come Comune, abbiamo richiesto di dare agli operatori che hanno combattuto la crisi sino a oggi e che meritano un futuro di sviluppo e non di declino»

Lo scorso 21 agosto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, ha  annunciato una mappatura e una divisione in quattro aree di Genova e della Liguria per individuare e suddividere le imprese e le attività commerciali che hanno subito danni e conseguenze (diretti o indiretti) per il crollo di Ponte Morandi.

Questa mappatura se sarà effettivamente e puntualmente realizzata potrà rappresentare un ottima base per l’elaborazione di un piano strategico da cui non si può prescindere  se si vuole realmente aiutare la crescita e lo sviluppo del sistema economico ligure : le dinamiche della crisi del commercio nelle sue forme tradizionali non si superano con slogan e iniziative prive di contenuti reali.

Le iniziative assunte molto rapidamente dalla civica Amministrazione dopo il crollo a favore degli operatori delle zone più colpite  che ho richiamato in precedenza   esauriranno rapidamente la loro efficacia se questi non saranno supportati nelle fasi successive e con loro tutto il tessuto commerciale e turistico della città che sta subendo il mood negativo che eventi come il crollo del Ponte Morandi ingenerano .Il direttore di uno dei più grandi alberghi di Genova mi ha segnalato una contrazione non solo delle presenze ma anche delle prenotazioni di tutto il comparto alberghiero dei prossimi mesi  del 35% e flessioni analoghe stanno subendo tutti gli operatori degli altri settori.

E’ indispensabile ripensare il  ruolo del commercio nelle’ambito delle  strategie di rigenerazione urbana e di promozione del territorio, è ben noto le città e i territori per essere competitivi debbono continuamente guardare a nuovi scenari di futuro

 

E’ necessario che l’Amministrazione di Genova e della Liguria  non perdano questa ultima occasione di trasformare il dramma del crollo del ponte e la sua ricostruzione  in una opportunità di ripartenza vera che Ge9si aveva già fortemente sostenuto come primo punto del  proprio programma elettorale UNA VISIONE STRATEGICA PER IL FUTURO DELLA CITTA

Tutte le migliori forze debbono convergere per ottenere un adeguamento del Decreto Genova che consenta di realizzare non solo il ponte ma anche le altre infrastrutture presupposti  indispensabili per una strategia di sviluppo reale invece di immaginare scenari complottisti che mirerebbero a fare di Genova il primo esperimento di decrescita felice , come espresso da più di un partecipante a una dotta iniziativa in Centro questa sera, per poi continuare con la miopia che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni a piangere miseria e tutelare piccoli interessi di bottega mentre la città affonda.

Redazione Ge9si

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