22 Maggio 2021 I nostri articoli

Cancellare la ferita sulla collina di Begato di Rinaldo Luccardini

Genova ha collezionato nel suo tessuto urbano alcuni edifici “monstre”: il
Biscione, il Matitone, le Lavatrici e… la Diga. Questa però adesso è in
demolizione. La sua vita è durata meno di quaranta anni e io c’ero sia alla sua
nascita che alla sua morte. Nel 1987 ne avevo descritto così i difetti: “Quei
ponticelli che consentono alla gente di passare da un edificio all’altro rendono
così evidente l’aberrazione di tutto il progetto. Hanno chiuso con grate di
ferro tutti gli spazi pubblici perché gli abitanti vi gettavano i rifiuti. Hanno
murato le aperture di ventilazione perché il pusher le usava per il traffico
delle dosi. Hanno installato le transenne per evitare che i ragazzi andassero
col ciclomotore all’ottavo piano.” A volte è la mancanza di spazio a suggerire
originali soluzioni architettoniche, a volte la mancanza di soldi. Quando le due
cause si sommano (e a Genova succede di frequente) il risultato è
inevitabilmente straordinario, diverso dal normale. Ricordo però, di Genova,
alcuni falansteri assolutamente vivibili come appunto il Biscione e, ancor
prima, le case dell’Opera Pia Galliera: sono tre 1 , tutte uguali, tutte in grado di
assicurare una vita dignitosa ai loro occupanti, bambini compresi. Segno che
a volte oltre a mancare lo spazio ed i soldi, manca anche la coscienza di chi
progetta e costruisce.

Redazione Ge9si

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