9 Gennaio 2018 I nostri articoli

Genova, gli sforzi per risalire la china per il risveglio dal coma – di Enrico Vigo area infrastrutture, portualità e logistica Ge9Si

 

Quando si legge di vite perse nel traffico urbano e di Genova, drammaticamente ai vertici della hit parade dell’incidentalità stradale in Italia, stringe il cuore, vorremmo che Genova avesse ben altri primati. L’orografia della città è veramente complessa, i mezzi pubblici oggi non danno una copertura adeguata, troppi “portoghesi” non pagano il biglietto, sistema da riformare profondamente nell’interesse di tutti.
Troppe moto disgraziatamente in perenne disprezzo del codice stradale, troppe auto circolanti non in regola, chi senza la revisione e l’auto in ordine e chi senza neppure l’assicurazione, la viabilità già drammatica di suo in condizioni normali, se il porto sciopera o se c’è un corteo di lavoratori, come spesso accade, è l’apocalisse Siamo di fronte ad una eutanasia programmata meticolosamente, nulla di tutto questo accade per acso o per sfortuna.
Si vogliono più abitanti in regione proponendo tasse ridotte (ancora una semplice idea, non si battano per ora le mani…), si vogliono ospitare nuove imprese per creare nuovi posti di lavoro e fermare l’esodo dei genovesi laureati e diplomati, ma questa bella città dal clima favorevole è urbanisticamente inospitale e in quanto a qualità della vita (risultante di più fattori), nelle classifiche nazionali esce sempre in posti poco felici.
Intanto cominciamo con la mobilità urbana da sistemare, il prolungamento del metrò perlomeno a Rivarolo Stazione FS e a San Martino dovrebbe essere un obiettivo se non proprio immediato perlomeno non troppo lontano da traguardare, insieme ad un aumento dell’orario di servizio con le ultime corse dai capilinea alle ore 23:00 (con frequenze ridotte dalle 21:00 alle 23:00). Il camerone grezzo-rustico della stazione fantasma-Corvetto va armato spartanamente e messo in condizione di funzionare quanto prima, pur con arredi minimalisti al risparmio (salvo magiche sponsorizzazioni).
Quanto ai bus, dopo le 20:45 occorre una tipologia di mezzi che possa garantire bassi consumi e minori costi di esercizio almeno sulle tratte Voltri, PonteX, Molassana e Nervi da/per il Centro città (oggi viaggiano vuoti e consumano in modo abnorme). I servizi da/per le alture anch’essi devono essere più frequenti e con mezzi a capienza ridotta (ponderatamente, flusso per flusso e a seconda degli orari), insomma occorre introdurre maggiore flessibilità del servizio offerto, per garantire insieme ad una migliore copertura un costo di esercizio ridotto.
Servono più zone pedonali di pregio in centro e nelle zone centrali di ogni vecchia delegazione ex-Comune autonomo oggi facenti parte della Grande Genova, e parcheggi di interscambio dislocati nei punti strategici come all’aeroporto (tasto dolente, qui si sta programmando un ritardo devastante con la proroga del Deposito containers vuoti Derrick).
Le infrastrutture che daranno respiro alla mobilità, come l’allungamento del Metrò, la tramvia in Valbisagno, il declassamento dei binari costieri del treno ad uso metrò, la gronda autostradale, la viabilità da San Benigno all’aeroporto (aggiungo il tunnel subalveo portuale in punta di piedi), il terzo valico, la cabinovia per Erzelli, le nuove stazioni FS, purtroppo occuperanno complessivamente i prossimi 10 anni.
Solo monitorando ogni opera ed ogni cantiere perché non ritardino ancora, con adeguati presidi istituzionali, e qui includo anche la Prefettura in rappresentanza del Governo, perché la gravità del problema-Genova lo impone, potremo sperare di porre le basi per far uscire Genova dal coma profondo in cui è stata relegata negli ultimi 10 anni. Se non riusciremo ad alzare l’asticella della vivibilità, a partire dalla mobilità urbana, avremo fallito tutti ancora una volta.
Last but not least, le infrastrutture di bypass porto-città per far fluire il traffico in modo meno drammatico di oggi sono nettamente inadeguate, come del resto le infrastrutture ferroviarie portuali. Le vie di fuga autostradali saranno critiche fino a completamento della gronda autostradale. Bisogna premere per contenere i tempi, uscire dal letargo è un’opera improba e non priva di incertezze.

 

Enrico Vigo commissione porto,infrastrutture e logistica di Ge9Si

Redazione Ge9si

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