30 Novembre 2017 I nostri articoli

da La Repubblica 22 Novembre

di Francesco La Spina.

 

Perfetta la considerazione di Stefano Bartezzaghi nel suo commento allo sciopero nazionale dei tassisti su Repubblica edizione Genova del 22 novembre: “Questo blocco è la proiezione sul piano della mobilità cittadina dell’evidente paralisi della politica: nessuno sa davvero più come sciogliere certi ingorghi”. Prendiamo alla lettera il concetto per applicarlo alla realtà genovese, spinti da una interessante riflessione che ci è stata suggerita da Stefano Benassi, presidente del Consorzio Operatori Mobilità Accessibile a Tutti (Comat), la cui denominazione più nota è quella di “Prenotaxi”, che affianca la cooperativa Radiotaxi e i “padroncini” liberi da legami nel servizio delle auto pubbliche: “E’ giunto il momento che si vada veramente a fondo nel creare finalmente un sistema integrato fra tutti i soggetti impegnati sul fronte della mobilità cittadina”. La conclusione a cui è giunto Bartezzaghi è assolutamente vera laddove il concetto di “ingorghi” è riferito alla incapacità dimostrata nel corso degli anni di mettere insieme, in maniera complementare e funzionale, le varie modalità di spostamento in ambito urbano. Si sono susseguite le giunte sul territorio, sono cambiati attori e colori politici, gran parte degli impegni annunciati sono stati disattesi e siamo ancora qui, dopo vent’anni e più di discussioni, a non avere un biglietto unico di trasporto regionale, a non saper evitare sovrapposizioni tra i servizi, a considerarli alcuni di serie A e altri di B, incapaci di interconnetterli. “Prendiamo la nostra realtà a Genova – spiega Benassi, che dopo una breve periodo alla guida della coop Radiotaxì ha creato nel 2016 il suo consorzio – La nostra città crea un fatturato annuale di 30 milioni, copre il 2% della domanda di mobilità, fa muovere tra le 12.000 e le 14.000 persone ogni giorno, siamo addirittura i primi in Europa ad aver ottenuta la omologazione a livello comunale del sistema di trasporto collettivo con cui più utenti utilizzano lo stesso taxi su tratte diverse risparmiando sulla tariffa ordinaria”. Eppure, quanti genovesi, ricordano che esiste la opportunità del Multitaxi? Molto pochi, perchè dopo il lancio nell’aprile del 2012, in cui sbandieravano reali risparmi tariffari sino al 70% con otto persone a bordo, la pubblicizzazione è via via scemata. Anzi, sono venuti fuori ostacoli immotivati come una concorrenzialità inesistente per Amt o una nocività ai singoli interessi tra gli stessi tassisti. Alla base di tutto, però, c’è l’incapacità dei vari sistemi di fare squadra, la mancanza di una regia istituzionale e di una sua incisiva politica di integrazione e di valorizzazione delle risorse.  Piccoli esempi: il Volabus che parte a orario fisso dall’aeroporto e non viene considerata la possibilità di attendere anche solo 5 minuti per favorire i viaggiatori atterrati in contemporanea, il sistema Simon che non dialoga con altre piattaforme di prenotazione in maniera tale da poter garantire degli interscambi vantaggiosi, la lontananza di capolinea bus da alcune stazioni (eclatante il caso di Sestri Ponente), l’isolamento dell’area di arrivo/partenza di Flixbus in via Fanti d’Italia, il mancato avanzamento della sostituzione delle linee collinari Amt, nelle ore serali, con il “taxibus”, la creazione di abbonamenti per ridotte porzioni di territorio. E avanti così, intrecciando virtuosamente le possibilità che offrono i vari vettori. Dice ancora Benassi: “A Genova, invece, sembra che conti solo creare posti moto, quando facendo funzionare Amt, il numero di chi utilizza le due ruote scenderebbe. E per riuscirci servono corsie protette e riservate a bus e taxi 24 ore su 24, come dimostra il percorso protetto della 17, una delle poche linee urbane redditizie, e ancora un posteggio merci regolamentato e ristretto ad alcune ore, e polizia municipale che non eviti strade e piazze sempre caotiche, e luoghi da interdire totalmente ai veicoli privati, come Caricamento”. Chi eliminerà la paralisi? E, soprattutto, qualcuno vuole davvero farlo?

Redazione Ge9si

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