26 Gennaio 2021 I nostri articoli

Un NON-MANIFESTO per un NON-CONGRESSO QUINDICI PROPOSIZIONI UTILI- Per andare Oltr

1. La pandemia provocata da Covid-19 non è solo una grave emergenza, ma porta con sé
un cambiamento d’epoca che costringe ad andare oltre alle tradizionali categorie
interpretative e alle soluzioni con cui, finora, si sono date risposte ai problemi delle
comunità, delle città, degli stati e del mondo intero. Per questo occorre il coraggio di
immaginare e perseguire l’improbabile.
2. Di questo è profondamente consapevole Alleanza Civica del Nord, associazione di liste
e associazioni civiche, che intende mettere al centro del suo dibattito strategico il tema di
un nuovo federalismo, in un rinnovato contesto europeo che sta ritrovando le ragioni del
comune interesse continentale valoriale oltre che economico, come dimostra l’impegno
per contrastare la crisi economica e sanitaria provocata da Covid-19, fa intravedere la
possibilità di andare oltre all’attuale Unione Europea fondata sui compromessi fra stati
nazionali, il cui depotenziamento, ampiamente in atto, va compensato con
un’articolazione delle autonomie istituzionali in modo da concorrere a governare in modo
innovativo l’intreccio tra funzioni e territori.
3. L’esperienza maturata nelle amministrazioni comunali aveva già portato numerose e
significative iniziative civiche a impegnarsi per incrementare (e non ridurre) il grado di
‘apertura’ delle comunità locali e per ricercare forme di confronto e di aggregazione per
contribuire a governare quelle funzioni che travalicano i poteri locali e che condizionano,
spesso fortemente, la vita delle singole comunità. I territori, sia quello metropolitano
promotore di cambiamento e più capace di resilienza, sia quello periferico, satellitare
rispetto al primo, rappresentano un valore imprescindibile anche alla luce dei modelli
organizzativi formatesi a causa del COVID, che hanno riposizionato centinaia di migliaia di
posti di lavoro dalle sedi urbane a quelle domestiche e periferiche. Le potenzialità dei
singoli territori e delle organizzazioni civiche possono esprimere la loro massima
potenzialità, se ascoltate, coordinate e valorizzate. Le stesse esperienze civiche, al
contempo, hanno però come valore fondante la coesione della propria comunità, a partire
da un forte e responsabile impegno solidale nell’affrontare i problemi pubblici
salvaguardandone le specificità. Un valore che Alleanza Civica del Nord ha nel suo DNA
costitutivo.
4. Covid-19 ha però alzato l’asticella della sfida, mettendo ancor di più a nudo i limiti
fondativi del centralismo statuale. Lo Stato italiano centralista nei 160 anni di unità
nazionale non è riuscito a ricomporre le sue divisioni e colmare le sue arretratezze. Alla
storica inefficienza dell’apparato amministrativo, si è sovrapposta in tempi più recenti la
crisi dei partiti e della rappresentanza politica.
5. Quel divario non è stato sanato nel momento di maggior forza politica o economica
dello stato nazionale (durante il fascismo e il boom economico degli anni ’60), tantomeno
è in grado di farlo oggi dove alcune delle sue funzioni strategiche (moneta, economia,
difesa, ambiente, potere normativo, comunicazione ecc.) sono largamente fuori dal suo
controllo.
6. Allo stesso tempo si è dimostrato incapace di intervenire nella gestione delle differenti
problematiche locali, trattandole tutte e sempre allo stesso modo, mettendo così in grandi
difficoltà le politiche di bilancio e, soprattutto la capacità di intervenire tempestivamente
nel dare soluzione ai problemi di tanti Comuni responsabili.
7. La autonomie differenziate presentano sicuramente dei rischi, ma sarebbe errato
interpretarle come la secessione dei ricchi che spaccherebbe il Paese. Il Paese è già
profondamente diviso, casomai si tratta di capire come tenerlo assieme in forme nuove.
8. Bologna, Genova, Milano, Torino, Trieste e Venezia sono tra i nodi principali di una
rete territoriale sempre più interconnessa che necessita di nuovi strumenti istituzionali in
grado di governare le funzioni interregionali che sottendono al loro sviluppo e benessere
(es. infrastrutture, trasporti, educazione e formazione, sanità, difesa dell’ambiente).
9. Un compito reso ancor più complesso dallo sviluppo delle tecnologie e degli strumenti
di comunicazione che hanno messo in profonda crisi i tradizionali concetti di spazio e
tempo della nostra vita di lavoro e di relazione.
10. E’ al Nord – stante la sua diversa e maggior complessità economica e sociale – che si
sperimenteranno le soluzioni produttive, di riorganizzazione della vita nelle città e nelle
comunità, che ci porteranno fuori dal tunnel e oltre. Un oltre nel quale l’organizzazione
della vita e del lavoro di miliardi di persone dovrà trovare un inedito equilibrio con gli
interventi globali e locali necessari a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e i
danni all’ecosistema planetario.
11. Pensare di colmare il divario Nord Sud frenando lo sviluppo della parte più dinamica
del Paese, che con fatica ci tiene ancorati all’Europa e al mondo, è puro autolesionismo ed
è la vera miccia che può far esplodere il Paese. Europa e maggior autonomia responsabile
dei territori sono i due termini che assieme possono impedire l’inverarsi di quel nefasto
scenario.
12. Alleanza Civica del Nord è consapevole delle difficoltà a cui vanno incontro le
ambizioni del proprio progetto e ritiene che il loro superamento debba avvenire andando
oltre le attuali divisioni geografiche e di schieramento politico, impegnandosi
politicamente per rafforzare, da un lato, la sovranità europea, avendo come orizzonte
possibile uno stato federale europeo, alla luce del quale, si deve provare a immaginare
l’improbabile di una nuova articolazione delle autonomie dei territori, precondizione
necessaria per disporre di istituzioni competenti e semplificate, tra cui le macroregioni.
13. Per questo c’è bisogno, però, di una profonda revisione della Costituzione non solo
perché 20 Regioni sono un’assurdità, ma anche per rendere più funzionali e coerenti con
l’auspicata evoluzione del contesto europeo gli attuali organi di rappresentanza e di
governo, oltre a ridimensionare un apparato amministrativo centrale, ormai da tutti
ritenuto inadeguato a gestire e controllare progetti innovativi e complessi, come quelli resi
possibili, ad esempio, dal NextGeneration EU. In tale riassetto funzionale; vanno rivisti i
ruoli dei Comuni e di quelle città che rappresentano il vero motore di innovazione sociale,
economica e culturale del Paese, tenendo però distinte, nella definizione dei ruoli e dei
poteri, le due realtà. Occorre per questo dar vita ad un processo anche dal basso,
muovendo dal principio federalista che la soluzione dei problemi di una determinata
comunità va affrontata se possibile a quel livello, prima di passare a un livello istituzionale
superiore, garantendo potere decisionale e finanza non derivata.
14. Così come c’è bisogno di resettare le vecchie priorità programmatiche della politica e
dell’amministrazione. Chi opera sul territorio, almeno per il prossimo quinquennio (se non
per un periodo ancora più lungo!) dovrà saper riprogrammare le proprie priorità lungo tre
direttrici fondamentali: realizzare un servizio socio-sanitario forte, efficiente e pervasivo
(in cui le azioni di prevenzione rivestano la stessa importanza di quelle di cura), accelerare
gli obiettivi di sostenibilità (favorendo e incentivando tutte le innovazioni dell’economia
circolare); diffondere un modello di città sana (piegando ogni atto amministrativo e di
sviluppo a questo solo e unico chiodo fisso: garantire la salute dei cittadini nelle città
e in ogni comunità). Sarà l’intreccio di queste direttrici a portarci ‘oltre’ il Covid, in
un’altra dimensione dei nostri stili di vita e, forse, in una nuova dimensione dei diritti e dei
doveri individuali; e comunque certamente ‘oltre’ l’acclarato fallimento dell’attuale
assetto istituzionale.
15. Il federalismo propugnato da Alleanza Civica del Nord, è tutt’altro che secessionistico.
Si propone invece di risolvere quel paradosso dei nostri padri Costituenti più volte
richiamato da Piero Bassetti: “Contravvenendo allo spirito repubblicano della prima parte
della Costituzione, la seconda parte della stessa difende il principio monarchico della
democrazia elargita in vassallaggio, vale a dire che il trasferimento di poteri può avvenire
solo dall’alto verso il basso”. Con una forte riforma istituzionale e una nuova concezione
del federalismo – dentro una cornice solidale, con rispetto e sostegno delle altre
autonomie a partire da quella di un possibile Mezzogiorno Federato- si può puntare a far
crescere qualitativamente l’Italia, esaltandone la trimillenaria storia di civilizzazione nella
quale si riconoscono nel mondo centinaia di milioni di persone; e che si fonda sulla
valorizzazione delle differenze, sia in termini di obiettivi, sia in termini di strumenti di
governo. Con coraggio, fantasia e responsabilità.

Redazione Ge9si

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