22 Maggio 2021 I nostri articoli

Una questione rilevante di Arcangelo Merella

Lavoro,casa, ambiente,salute e sapere sono le questioni su cui riteniamo sia doveroso l’impegno civico.
Sono questioni che presidiamo da sempre consapevoli che una comunità cresce serena se ogni singolo componente ha la possibilità di costruirsi una vita dignitosa, se ha un lavoro,una casa,
accesso alle cure, allo studio, alla cultura e vive in un ambiente salubre e gradevole.
Cioè una serie di condizioni purtroppo ancora largamente assenti in troppi strati della nostra società .

E’ dunque una “battaglia” per la quale val la pena di combattere; specie da noi dove le condizioni generali sono più simili ad alcune regioni del Sud anziché a quelle più ricche e benestanti del
Nord. Intendiamoci, Genova e la Liguria sono realtà ancora fiorenti in tanti settori ma la crisi prima industriale, poi economica e ora pandemica ha acuito la differenza tra chi ha tanto e chi ha
invece tanto poco. Il tasso di disoccupazione è ancora troppo alto, la richiesta di case pubbliche molto elevata e altrettanto insoddisfatta, l’accesso alle cure specie a livello territoriale non è proprio degli standard migliori e il tasso di dispersione scolastica troppo alto.
Del lavoro ci siamo occupati nelle newsletter precedenti e torneremo ancora ad occuparcene,così come a Salute, Ambiente e Scuola/Cultura dedicheremo nei mesi a venire, particolare attenzione.
Oggi ci soffermiamo sulla casa, problema che ha dimensioni sociali enormi e solo la compostezza di tanti cittadini non ha ancora fatto emergere con clamore la diffusa sofferenza. Le cause sono tante ad iniziare appunto dalla crescente povertà, dall’assenza di condizioni dignitose di un lavoro stabile e duraturo e soprattutto dalla grave carenza di case pubbliche pur a fronte di un numero elevatissimo di alloggi privati sfitti e non immessi sul mercato a condizioni vantaggiose,salvo in rari casi e grazie all’impegno di alcune Parrocchie.
Ma la casa evidenzia anche altri importanti aspetti che attengono la qualità dell’abitare, l’urbanistica della città, il mercato immobiliare, l’inserimento nel paesaggio che la costrizione in casa dettata dalla pandemia ha evidenziato come un bene primario.
Pensiamo alla Diga di Begato che meritatamente la Giunta Bucci sta demolendo ma anche ai tanti quartieri collinari figli della speculazione edilizia degli anni 70 privi di strade,posteggi,servizi.
Non è un caso se persino la Comunità Europea ha lanciato il programma New Europe Bauhaus, che si prefigge di avviare una profonda azione culturale sulla casa, sul modello dell’abitare come
presupposto per un radicale cambiamento che negli anni a venire si dia carico di conciliare esigenze di sostenibilità ambientale,qualità dell’abitare,il paesaggio come valore intrinseco.
Gli interventi che seguono, senza avere la pretesa di esaurire la delicata e complessa materia affrontano alcuni aspetti di essa e avviano, almeno per noi, un percorso di riflessione che dovrà
tradursi in proposte che le pubbliche amministrazioni non potranno ignorare.

Arcangelo Merella

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