4 Dicembre 2020 I nostri articoli

Un’opportunità di lavoro: l’economia agricola Di Alberto Bellantuoni

 

La liguria, come regione agricola  ?  Ebbene, siamo portati a pensare che la nostra regione, tra le attività economiche di rilievo, non abbia il settore “primario” cioè quello agricolo. In realtà le cose non stanno proprio così, nel senso che la Liguria ( come espressione di un trend nazionale) esprime un’espansione delle attività legate al mondo dell’agricoltutura.

 

Se questo fenomeno è in parte concentrato in modo particolare in alcune zone tipiche ( la piana Albenganese per esempio) , bisogna però dire che la diffusione è abbastanza omogenea.

Ma quali sono le ragioni per cui  in un momento di crisi generalizzato, il settore agricolo, sia a livello nazionale, che regionale è quello che ne risente meno e anzi in alcune zone è in espansione ?  Le ragione sono sostanzialmente tre: una politica fiscale agevolata, un settore fortemente finanziato e non ultimo per importanza, una particolare attenzione per l’ambiente .

L’insieme di queste tre situazioni, consente una possibilità di sviluppo molto evidente nelle piccole e media aziende sia in termini di produzione sia in termini di occupazione.Rispetto a quest’ultimo elemento , cioè quello occupazionale si pensi che nel primo trimestre 2020 l’occupazione in Liguria in ambito agricolo cresce del 18,2% ( dati Istat). E’ vero che la figura del lavoratore dipendente agricolo può anche non avere la stabilità occupazionale degli altri settori, ma il dato di crescita precedente, si accompagna ad un’altro dato che è quello dell’apertura di nuove aziende  a conduzione familiare o singola che riguarda in modo particolare una fascia di età compresa tra i 30 e i 45 anni con una praparzione tecnica specifica  anche universitaria.

Dicevo prima che il settore agrigolo oltre ad una  polituiica fiscale di vantaggio, gode anche di un significativo sostegno finanziario . Questo avviene grazie a diversi strumenti, ma uno in particolare rivesta un’importanza particolare , si tratta del Piano di Sviluppo Rurale o PSR. Questo strumento di aiuto finanziario, che caratterizza tutto il territorio nazionale su stanziamenti regione per regione in base a criteri ben determinati, per quanto rigarda la Liguria ha messo a disposizione risorse per l’ultimo settennio pari a trecento milioni di euro. La possibilità di attingere alle risorse stanziate ha consentito sia l’inizio e l’apertura di nuove aziende ma anche l’ampliamento ed il miglioramento di quelle esistenti. Quello che però deve essere chiaro e che quindi deve essere oggetto di una politica agricola regionale, è che la Liguria in questo settore deve puntare ai prodorri di “nicchia” e alla piccole medie aziende e alla salvaguardia del territorio. La competizione con le regioni classicamente agricole (Piemonte, Lombardia, Emilia etc..) sulle produzioni tradizionali (allevamento, colture cerealicole etc) è perdente in partenza . La morfologia della nostra regione è tale che non può consentire alcune tipiche coltivazioni ma la peculiarità che ne deriva , determina la qualità di alcuni prodotti che sono quasi unici. Attività come la Silvicoltura in una regione come la nostra ad ampia diffusione boschiva , diventa per esempio non solo elemento di sfruttamento economico, ma anche di salvaguardia del territorio  sia dal punto di vista ambientale che idro-geologico.

 

Ecco dunque che nell’ambito di un settore che fortunatamente sta reggendo rispetto alla crisi, e che in ambito regionale può essere fortemente di aiuto all’occupazione , divente fondamentale che ci sia una cabina di regia, che permetta a  chi vuole o ha già intrapeso la strada del lavoro agricolo, di potere contare su di un valido strumento di assistenza , in termini di consulenza sulle scelte relative alle varie produzioni o coltivazioni da intraprendere. Penso che da questo punto di vista sia necessario un maggiore coinvolgimento delle professioni tecniche ( Agronomi ed Agrotecnici)   rispetto ad un rapporto sinergico che ci deve essere con l’Ente di riferimento  e cioè la “Regione”.

Redazione Ge9si

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